mercoledì , 30 Novembre 2022

Riunita la Presidenza Fiesa

Allarme prezzi. Governo intervenga con misure organiche di contrasto agli aumenti energetici

La Presidenza Fiesa Confesercenti riunita l’8 marzo us  in modalità on line ha discusso  dei diversi punti all’odg, dall’agenda del settore agroalimentare al programma di lavoro 2022 alle relazioni industriali connesse al rinnovo CCNL della panificazione, alla permanenza dello stato di crisi pandemico ed energetico ed agli impatti sul settore. L’ordine del giorno ovviamente non poteva prevedere lo scoppio della guerra in Ucraina scatenata dall’invasione russa. La Presidenza ha preso avvio proprio da questo punto drammatico della storia contemporanea, che riporta le lancette indietro di quasi 70 anni, mettendo l’Europa di fronte a fatti che mai si sarebbero voluti più vedere. La Presidenza ha condannato l’invasione e il ricorso alle armi esprimendo solidarietà al popolo ucraino ed è passata a valutare gli effetti della grave crisi scaturita per il settore alimentare.

Come è noto l’indice Fao dei prezzi dei prodotti  alimentari ha raggiunto lo scorso febbraio picchi molto elevati mentre  per alcuni prodotti di prima necessità i prezzi corrono ancora più velocemente, condizionati dalla guerra in atto e dai conseguenti aumenti dei prodotti energetici per i quali si attendono ulteriori rincari, considerato che la crisi in atto non sarà di breve durata.

Nell’introduzione il Presidente nazionale Fiesa Daniele Erasmi ha evidenziato che “la  guerra è un grave macigno che pesa sull’economia nazionale a tutti i livelli, influenzando la dinamica dei prezzi dei prodotti alimentari per via dei costi della logistica che si espandono su tutti i beni alimentari a cominciare dal pane, dalla pasta e dai prodotti da forno per i quali si sommano anche i rincari di grano e mais per diverse concause internazionali, che c’entrano poco con la guerra essendo provenienti solo per il 6% del grano tenero dall’area interessata dal conflitto bellico e ancor meno per il grano duro. A queste preoccupazioni si sommano quelle derivanti dallo sciopero dell’autotrasporto minacciato a più riprese  e quello dei pescherecci: in entrambi i casi si metterebbero in gravissima difficoltà gli approvvigionamenti alimentari. La questione riguarda tutte le categorie e non si può rincorrere ora l’una ora l’altro con interventi tamponi. Energia elettrica, gas e carburanti sono voci di costo che attengono tutte le categorie sia della logistica che delle imprese produttive e della distribuzione. Il Governo deve mettere in campo provvedimenti organici di contenimento degli aumenti. Lo scenario è tale che  presumibilmente le tensioni internazionali si faranno ancora sentire nelle prossime settimane in linea  con la situazione di guerra in Ucraina. Le imprese alimentari della distribuzione sono molto esposte sul fronte energetico, per le necessità della catena del freddo e del ciclo del caldo e per la logistica. Allo stesso tempo c’è necessità del prodotto fresco che uno sciopero di autotrasporto e marinerie metterebbe in forse, con ripercussioni anche più pesanti sul mondo degli allevamenti. Il Governo faccia un intervento quadro per sostenere la filiera alimentare stabilendo un prezzo massimo, un tetto a carburanti, luce e gas, considerato che nessuna impresa è in grado di sopportare il raddoppio dei costi fissi. Allo stesso tempo – ha concluso il Presidente Erasmi- si metta mano alla riorganizzazione della politica agricola e si punti ad una politica di sicurezza alimentare meno dipendente dall’estero e più diversificata scommettendo sull’enorme patrimonio agro alimentare italiano.”

Sul grano il Presidente  Fiesa Assopanificatori Trombini ha ricordato che “per  le  forniture estere l’Italia  sconta  una strutturale dipendenza  di frumento duro, tenero e mais con un tasso di autoapprovvigionamento  rispettivamente pari a circa il 60%, per il grano duro, 35% per  il tenero e 53% per il mais  che espone particolarmente il paese alle turbolenze dei mercati internazionali.   A questo occorre aggiungere i forti rincari di energia e materie prime mettono a rischio chiusura le attività di panificazione considerato che quasi un terzo del prodotto energetico viene dalle aree del conflitto. Non si riescono a gestire i forti aumenti del grano tenero degli ultimi 10 giorni, cresciuti nell’ordine del 40-50%, scaricandoli al consumo, sommati per altro ai forti aumenti di luce e gas.”

“Ma l’allarme, ha sottolineato Luigi Frascà Presidente di Fiesa Assomacellai, adesso è molto più grave perché riguarda non solo la distribuzione ma anche la produzione animale e l’intera filiera. Non si tratta quindi di singoli prodotti. Anche il settore alimentare, come quello energetico, si presenta impreparato dal punto di vista della sicurezza degli approvvigionamenti a questo inaspettato appuntamento di crisi.”

La Presidenza ha deliberato di sottoscrivere un documento di sintesi con le principali richieste del settore da inviare a Palazzo Chigi perché il Governo vari iniziative a tutela della sicurezza alimentare nazionale.

La Presidenza ha quindi affrontato gli altri temi all’odg. Sulla questione dell’agenda agro alimentare di settore, la Presidenza Fiesa parteciperà tramite suo delegato alla riunione del tavolo di filiera grano convocata per il 10 marzo al Mipaf rilanciando i temi della piattaforma Assopanificatori. Fiesa chiederà che anche le altre filiere vengano riunite con i principali stakeholders per rafforzare l’autonomia e la sicurezza alimentare del paese. La discussione ha quindi affrontato i temi principali del programma di lavoro del Presidente Erasmi dall’Osservatorio sulla sicurezza alimentare, aspetto determinante in attività complesse come quelle del settore e per questo da rilanciare al più presto per garantire azioni derivanti dalle esigenze che il comparto manifesta, in termini di studi, conoscenze e servizi, per fornire risposte chiare sia agli imprenditori che ai cittadini consumatori. Sullo stesso livello di priorità, lo Sportello della Sicurezza Alimentare deve essere un sistema integrato di servizi alle imprese e capace di erogare prestazioni di assistenza tecnica per la sicurezza alimentare, di etichettatura, tracciabilità e rintracciabilità, tabelle nutrizionali, corretta prassi igienica, consulenza normativa a favore delle imprese a livello nazionale. In questo senso si deve operare in modo di promuovere ulteriormente l’iniziativa del corso di formazione specialistica  con Unitelma la Sapienza presso tutte le Confesercenti regionali e territoriali anche per sensibilizzare le imprese di settore associate e far comprendere che l’iniziativa è finalizzata a conferire maggior valore aggiunto in termini di qualificazione professionale riconosciuta  e promossa da una delle principali istituzioni universitarie del paese. A completamento del pacchetto formazione è essenziale che il rapporto tra imprese e il mondo della scuola e dell’università sia profondamente arricchito da tipologie di Azioni formative utili alla valorizzazione del capitale umano capace di inerirsi in un mondo del lavoro in continua evoluzione, aggiornando i programmi di formazione lavoro. Le sfide del futuro richiedono una diffusa formazione di base e la capacità di “Imparare ad Imparare”, perché lo sviluppo tecnologico e delle conoscenze ha ritmi e velocità che sono “inversamente proporzionali” alla vita lavorativa delle persone: la vita si allunga e i tempi di obsolescenze delle conoscenze si accorciano sempre di più. Per questo la formazione assume sempre più rilevanza nel programma Fiesa.

Il Programma prevede poi la presentazione della Proposta di Legge sugli esercizi di vicinato. L’importanza e il ruolo degli Esercizi di Vicinato si è notato con maggiore forza in questo periodo di pandemia che spesso ha visto le persone isolate nei loro borghi o piccoli centri montani. La chiusura, sempre più accentuata di “Negozi di prossimità” verificatasi negli ultimi anni deve determinare un’azione normativa parlamentare capace di arginare il cosiddetto fenomeno della desertificazione commerciale tramite provvedimenti di sostegno fiscale e parafiscale.

La distribuzione alimentare, che è un’attività che ha una sua centralità nelle catene del caldo e del freddo e dunque con una forte cifra energetica, ha la necessità di inquadrare il processo della transizione green, che coinvolge tutte le aziende e le pmi del paese. Fiesa intende approfondire le tematiche di attualità legate alla transizione energetica e al cambiamento che stanno vivendo le aziende con l’introduzione e l’applicazione delle nuove politiche energetiche imposte dal PNRR. Il rischio che oggi corriamo è di non renderci conto di quanto sia importante per un’azienda, di qualunque dimensione, iniziare un percorso di rendicontazione ambientale. Non oggi, ma in un futuro molto prossimo, le emissioni di CO2 diventeranno un costo per ogni azienda, perché è questa la direzione che ha intrapreso. Quindi si deve iniziare un percorso virtuoso di risparmio ed efficientamento energetico. La Transizione energetica abbraccia la totalità dei settori che rappresentano l’economia di un Paese come l’Italia, introducendo diverse opportunità anche per le piccole e medie imprese che rappresentano il tessuto distributivo del nostro Paese: la possibilità di ridurre i costi afferenti alla bolletta energetica tramite investimenti in efficienza energetica, eventualmente supportati da strumenti incentivanti, ovvero tramite l’utilizzo di fondi del PNRR.

Uno degli obiettivi strategici del PNRR è quello di promuovere l’innovazione e la digitalizzazione del sistema. Questo attraverso interventi mirati e complementari atti a rafforzarne il tasso di digitalizzazione, innovazione tecnologica e internazionalizzazione. È evidente ed esplicitata l’integrazione con il piano per la Transizione 4.0 e la volontà di incentivare gli investimenti in tecnologie all’avanguardia, in ricerca, sviluppo e innovazione, e incrementando, al contempo, il grado di coinvolgimento delle attività economiche di minore dimensione, nella logica di maggiore inclusione.

Sulle relazioni industriali, il Presidente Trombini ha illustrato lo stato dei rapporti con Flai Cgil Fai Cisl e Uila Uil per il rinnovo del contratto di lavoro della panificazione. Sul punto il Presidente ha detto che si sta discutendo, essendo a buon punto, della parte normativa rispetto al mercato del lavoro, alla gestione delle flessibilità aziendali e della mobilità e intercambiabilità del personale, del lavoro agile e di quello a chiamata e intermittente, a tempo determinato  e del reinserimento al lavoro, restando da definire la parte economica e la distribuzione temporale. Il Presidente Trombini, d’accordo con la delegazione trattante ha espresso l’auspicio di chiudere il confronto entro la prossima Pasqua.

La Presidenza ha poi approvato il programma delle singole  associazioni di settore aderenti alla Fiesa, rilanciando l’iniziativa su Assodistribuzione di cui è in costruzione il sito web, e  rimettendo alla condivisione con Confesercenti la gran parte delle politiche orizzontali, dal fisco al credito.