mercoledì , 8 Aprile 2020

Aperto il processo a Panzironi per la dieta life 120

I panificatori Confesercenti: danni alla categoria  dalla predicazione iperproteica, la giustizia ristabilisca la verità scientifica della dieta mediterranea

 

Si è aperto nei giorni scorsi il processo ad Adriano Panzironi, noto divulgatore di diete e regimi alimentari attraverso canali televisivi.

Il giornalista ha, in questi anni,  promosso e dispensato  una dieta iperproteica con integratori, suscitando interesse  nei cittadini ma allarme negli ambienti scientifici.

L’accusa mossa a Panzironi  sarebbe di esercizio abusivo della professione medica, promovendo un regime alimentare senza carboidrati e a base  di proteine.

Contro tale regime alimentare avevano a suo tempo preso posizione l’ordine dei medici, i dietologi e i panificatori che ritenevano di essere fortemente danneggiati da una predicazione alimentare che metteva sul  banco degli accusati  il pane e i prodotti a base di cereali.

“L’effetto immediato di tale dieta-dice Davide Trombini, Presidente nazionale Assopanificatori Fiesa Confesercenti- è sostanzialmente quello di  rinnegare la dieta mediterranea, faro e riferimento di tutte le prescrizioni mediche  in materia di dieta, sconvolgendo totalmente l’opinione scientifica prevalente della scienza  che prevede un’alimentazione varia ed equilibrata, comprendente tutti gli alimenti secondo una “piramide” alimentare in cui  i cereali, le leguminose, la frutta e la verdura ne rappresentano la base. In questo modo si sovvertono le certezze della medicina ufficiale sulla base di indicazioni alimentari  non supportate- da quanto sappiamo- da studi accademici e ricerche adeguate.”

Sull’argomento il prof. Agostino Macrì, già  Direttore dipartimento sicurezza alimentare e sanità pubblica dell’Istituto Superiore di Sanità, ha scritto che “Da parecchio tempo Adriano Panzironi sta diffondendo le sue idee in merito alla possibilità di vivere fino a 120 anni. Le regole da seguire per ottenere questo straordinario risultato sono un regime dietetico iperproteico e il consumo di integratori della linea Life 120. In particolare bisognerebbe alimentarsi prevalentemente, se non esclusivamente, con alimenti sia di origine animale, sia di origine vegetale, a elevato contenuto proteico quali la carne e il pesce. Dovrebbe essere evitato il consumo di cereali, legumi, tuberi; quindi niente pasta, pane e riso ritenuti causa di accumulo di grasso e di svariate malattie. Per sopperire le carenze provocate della dieta “iperproteica” si suggerisce di consumare degli “integratori” che oltre a garantire gli apporti nutrizionali sarebbero in grado di prevenire o addirittura curare delle malattie. Leggendo  le istruzioni per gli integratori “Life 120” si scopre che essi sarebbero in grado di contrastare le più svariate malattie e anche di intervenire efficacemente nelle situazioni di stress.

Si ricorda che rispetto ad alcuni componenti e dosaggi di tali diete  molto recentemente il Ministero della Salute è intervenuto segnalando limiti di assunzione  e in taluni casi  danni collaterali.

“Il “metodo” Panzironi- continua il prof Macrì-  è stato ritenuto non valido dalla medicina “ufficiale” ed è stato anche condannato dalla Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Infine  è utile sottolineare che una dieta ad elevato contenuto proteico comporta la produzione di “scorie” proteiche che possono danneggiare i reni e ovviamente è da sconsigliare alle persone che hanno problemi renali; che gli integratori non debbono avere proprietà terapeutiche e i consigli che vengono forniti circa i vantaggi non sono supportati da informazioni cliniche adeguate; che alcuni integratori non possono considerarsi interamente sicuri, sia perché i dosaggi di alcuni principi attivi sono troppo elevati, sia perché non sono conosciuti effetti sinergici o antagonisti delle diverse sostanze che li costituiscono; che al momento non esistono dimostrazioni scientifiche che tale metodo dia i benefici promessi.”

“Noi continuiamo a dire e a sostenere che la varietà alimentare è  un dono della natura, non solo per una dieta equilibrata ma anche per il gusto- conclude Davide Trombini Presidente nazionale Assopanificatori –  Il cibo dal nostro punto di vista non è solo un insieme di  proteine e calorie ma anche un complesso di elementi protettivi necessari alla macchina biologica umana, come ci hanno insegnato  i Proff. Del Toma e Macrì. Ricordiamo che la piramide alimentare prevede il 50-65% di prodotti carboidrati, fino al 30% di grassi e il rimanente 10-20% da ripartire tra proteine animali e vegetali. Variare è dunque un imperativo in relazione agli stili di vita. Questo significa che ognuno di noi può avere una dieta diversa e  che non c’è una dieta valida per tutti.”