Ortofrutta: il batterio killer
continua a far paura. La Giunta Fiesa Confesercenti: l’Italia faccia sentire la
sua voce, intervenga l’UE con misure adeguate
Il
batterio killer Escherichia Coli continua a sfuggire all’individuazione e
a mietere vittime e danni. Si tratta di una emergenza che va assumendo
sempre più i toni allarmanti. Situazione molto difficile, dunque, in
Germania, dal punto di vista sanitario ed economico. E gli effetti si
sentono in tutta Europa.
La Repubblica tedesca era già stata al centro di polemiche e delicate
questioni di sicurezza alimentare. Basti solo pensare, per restare agli
ultimi mesi, alla problematica sorta per la vicenda della mozzarella blu o
dei mangimi alla diossina che avevano contagiato uova e allevamenti suini.
Questa ulteriore debacle del sistema di controllo sanitario è indice di
una involuzione o di una inadeguatezza dei meccanismi normativi tedeschi a
tracciare le performance della nuova produzione agro-alimentare. E’ perciò
probabile che le autorità siano costrette a rivedere i livelli di
sicurezza alimentare in vigore sul territorio germanico.
“E’ certamente necessario che l’UE intensifichi i rapporti di verifica sul
sistema di controllo e garanzie igienico-sanitarie in vigore attualmente
in Germania - ha detto il Presidente di Assofrutterie-Fiesa, Daniele
Mariani, nel corso della riunione di Giunta nazionale della Federazione
degli esercenti dell’alimentazione - inviando ispettori ma anche chiedendo
alle autorità tedesche di attivare un sistema di sorveglianza più
adeguato. Il nostro paese ancora una volta è chiamato a pagare una crisi
dei consumi per responsabilità non sue. Ad ogni modo le ripercussioni
sulle vendite al dettaglio al momento non sono preoccupanti, al di là di
singoli prodotti, come per esempio i cetrioli”.
Ma la crisi rischia di allargarsi ed è per questo che Fiesa Confesercenti
chiede al Governo di varare iniziative di tutela sul fronte della
sicurezza alimentare, allertando il sistema di scambio con l’estero,
aumentando i controlli alla frontiera, vigilando sulla corretta
documentazione di provenienza dei prodotti e allo stesso tempo rilanciando
iniziative comunicazionali di sostegno ai prodotti nazionali.
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