lunedì , 27 maggio 2019

Consumi pasquali

Bene i dolci della tradizione e il comparto ittico

Stabili le carni, leggera flessione degli ovini

A rilento la domanda di ortofrutta

Una Pasqua lunga e con ponti favorisce le uscite dalle città e i consumi si spostano nei luoghi di villeggiatura e in generale si polarizzano sul canale del fuori casa. Anche la settimana che ha preceduto la Pasqua ha confermato un rallentamento dei consumi in continuità con lo scorso anno. Nel complesso, dunque, consumi ad andamento lento che speriamo possano incrementarsi in questi ultimi giorni.

Nel dettaglio, si registra una buona tenuta per i dolci della tradizione come colombe, uova di cioccolato, delle diverse pezzature e decorazioni; molto bene i prodotti regionali: dai fiatoni abruzzesi al panpepato ferrarese, alla pastiera napoletana, alle pizze agrodolci del centro Italia, ai tradizionali dolci alle mandorle in Sicilia. Prodotti che fanno segnare una buona performane alle produzioni artigianali dei forni e delle pasticcerie, a conferma di un trend che vede i consumatori sempre più premiare l’unicità artigiana di fornai e pasticcieri per mettere in tavola prodotti di qualità e del proprio territorio. A favorire gli acquisti i prezzi fermi e stabili da 3-4 anni. “Registriamo una buona tenuta dei prodotti di qualità artigianale per i prodotti della tradizione dolciaria pasquale- ha detto Davide Trombini, Presidente di Assopanificatori Assopasticcieri di Fiesa Confesercenti-Molti consumatori, anche in questa circostanza di una Pasqua lunga, grazie ai ponti festivi, non hanno voluto rinunciare ai prodotti della loro tradizione ed hanno acquistato le colombe, nelle varie farciture, dai loro forni/pasticcerie tradizionali, essendo prodotti facilmente trasportabili e conservabili, e soprattutto uova di cioccolato, nelle diverse tipologie, al latte e fondente, e prodotti affini da regalare ai bambini e ai propri cari”

A rilento il mondo delle carni.  “Si registra-sottolinea Gianpaolo Angelotti, Presidente Fiesa Assomacellai-una leggera flessione per agnelli e carni ovine, piatti tipici della tradizione pasquale italiana, mentre segna punti di stabilità il pollame e i derivati. Stabile nel periodo il bovino, dove si segnala una buona tenuta del vitello.  Non mancherà la tradizionale corallina, il salume pasquale che mantiene il suo richiamo e il suo trend di consumo, accompagnato dai formaggi locali e dalle pizze al formaggio. Prezzi in linea con la dinamica della spesa.”

Per frutta e verdura di stagione si segnalano anomalie a pochi giorni dalla Pasqua e le vendite vanno a rilento: “E’ un momento di rallentamento dei consumi. Al momento continua a mancare un prodotto stagionale di traino- ha detto Daniele Mariani, Presidente di Fiesa Assofrutterie- Gli altri anni in questi giorni, montava la richiesta di fragole ed asparagi. Quest’anno non è così. Complice anche il fattore climatico le vendite stentano a decollare.”

Bene i consumi di pesce che sono in linea con il settore ittico in crescita, conferma il Presidente di Fiesa Assoittici, Raffaele Viggiani.

“Come anticipato- ha detto Gianpaolo Angelotti, Presidente di Fiesa Confesercenti- alcune motivazioni vanno ricercate nell’articolazione delle feste pasquali ricadute in prossimità di altre due festività che hanno favorito ponti festivi lunghi e tali da invogliare e sostenere spostamenti nelle località turistiche e di villeggiatura. Questo comporta uno spostamento dei consumi, soprattutto nel comparto dei freschi, e un’accentuazione dello spirito vacanziero verso i consumi fuori casa. Bene, l’importante è che la macchina dei consumi produca incrementi della spesa perché purtroppo continuiamo ad essere in una fase di frenata che risente della ridotta capacità di spesa da parte delle famiglie”.